Resistenze | La Condizione Umana | Oltrepossiamo2 | Oltrepossiamo | Mastro Riciclo | Medioevo VIP | La Sagra di Brugaglia

Resistenze

Scritto e ideato dalla Compagnia Teatrale Oltreunpo'
Con: Marco Oliva, Martino Iacchetti, Michela Marongiu e Elena Martelli
resistenze

Lo spettacolo teatrale "Resistenze" rappresenta una nuova tappa di un lavoro che inizia nel settembre 2015 con lo spettacolo "Oltrepossiamo - Tragicomica Oltrepadana" (contro la realizzazione dell'Inceneritore di Retorbido, nell'Oltrepò pavese).

Lo spettacolo si interroga su che cosa vuol dire "resistere" oggi. Oggi che la democrazia sembra certa, oggi che i diritti sembrano garantiti, oggi che il territorio sembra appartenere ai suoi cittadini, oggi che non sembrano esserci terre occupate e sembrano non esserci invasori, oggi che siamo così liberi, a cosa dobbiamo resistere? Perché a settant'anni dalla Liberazione ha ancora senso e valore parlare di Resistenza?

La più grande difficoltà di oggi è quella di riconoscerlo l'invasore. Non si vede, non ha una faccia dai lineamenti riconoscibili, spesso non ha nome (o a volte ne ha più di uno), quasi non esiste: una sorta di potere occulto che agisce per noi e sotto il nostro nome. A chi abbiamo delegato il nostro pensare? A chi abbiamo affidato le nostre scelte? Qual è il ruolo di un semplice cittadino in quest'era globale?

Siamo tutti cittadini del mondo ma abbiamo dimenticato che tutto questo mondo è fatto di centimetri di terra, di acqua, di aria. I padri della Resistenza lo sapevano bene quando, insieme alla nostra cultura e agli ideali di libertà, difendevano con la vita le nostre colline e le nostre città.

Come si può essere partigiani oggi? Che cosa vuol dire oggi prendere parte? Il prendere parte ci rimanda immediatamente ad un agire attivo, in prima persona, ad un agire che non delega ad altri. L'essere partigiani ci rimanda alle strade, alle piazze, ai luoghi di ritrovo. Oggi non si prende parte, oggi non si partecipa, oggi si condivide, virtualmente però, da soli. Non si dividono più responsabilità, idee, progetti con qualcuno. Ci si limita a fare propri i pensieri di qualcun altro.

E' anche a questo tipo di informazione che bisogna resistere. Le notizie viaggiano veloci, da un capo all'altro del mondo ma nei quartieri, nelle città, nei paesi le persone non hanno tempo, voglia di parlarsi, di ritrovarsi, di confrontarsi. E allora i luoghi che abitiamo ma che non viviamo diventano facile preda di invasori invisibili che sfruttano ogni tipo di risorsa.

Siamo forse consapevoli che questo accade nei paesi lontani (si prendano ad esempio le ultimissime vicende dell'Honduras, dove di ecologia si muore, o della Nigeria, dove il petrolio uccide). Lì le grandi multinazionali distruggono la vita di intere comunità che pertanto talvolta sono costrette a migrare, perché in quelle terre inquinate e devastate non hanno possibilità di futuro e perché quel legame che univa gli abitanti all'ambiente è stato brutalmente reciso. Siamo però meno consapevoli che tutto questo accade anche qui, dove quel potere occulto sembra imporci un'unica idea di progresso che è sinonimo di sfruttamento, sia dell'ambiente sia dell'uomo e del suo lavoro, un lavoro che oggi è sempre più sinonimo di ricatto. Si lavora in luoghi pericolosi per la salute, e spesso vi si vive.

Ci siamo forse dimenticati di ciò che tutte le guerre sanno fin troppo bene? Ovvero che per distruggere un popolo, la sua cultura, bisogna distruggere innanzitutto il suo ambiente fisico, fare dei suoi luoghi terra bruciata. E perché questo non dovrebbe valere anche in tempo di "pace"? Perché se i nostri paesaggi, i nostri mari, le nostre colline, i nostri cieli vengono danneggiati noi ci riteniamo immuni? Confidiamo così tanto nella nostra capacità di adattamento? Può essere, ma quanti uomini devono morire di inquinamento prima che i nostri geni si adattino a un ambiente malsano?  

Ma del resto questo è il progresso. E se i nostri partigiani avessero creduto a quella bugia per cui progresso significava creare un nuovo ordine basato sulla purezza della razza e sull'obbedienza assoluta al capo? E se i nostri partigiani non avessero resistito?

Lo spettacolo "Resistenze" non vuole solo essere un omaggio a chi ci ha permesso oggi di essere liberi, ma vuole soprattutto farsi esso stesso momento di condivisione attiva, di partecipazione reale, fisica, tra persone, per ricordarci che la libertà è un diritto ma la libertà di fatto è una conquista che non può essere data per scontata.

Prossime date: 10 e 11 febbraio 2018 al Teatro Villa Litta a Milano.

La Condizione Umana 1 - art performing humans

Regia: Marco Oliva
Drammaturgia: Marco Oliva e Gaia Barbieri
Con: Marco Oliva, Bruna Serina de Almeida, Elena Martelli e Michela Marongiu
Voice Off: Enrico Epifani

condizione umana

La percezione della realtà non è mai innocente. La nostra mente non è uno specchio fedele del mondo. È come la tela di un quadro. Il quadro riproduce il paesaggio che possiamo vedere al di là di esso, lo riproduce così com'è, è un dipinto realista. Solo che il paesaggio ritratto è finto, è anch'esso un dipinto. Se vogliamo guardare oltre la tela, insomma, ci ritroviamo a guardare un'altra tela: la percezione della realtà è un dipinto realista di un dipinto realista.
Ultimamente, il mondo fuori di noi – vicino, molto vicino – rigetta le vecchie rappresentazioni, chiede di essere ridipinto. È talmente vicino che distorce la vista, è così vicino che se ne sente l'odore, che ogni sussurro arriva come un urlo.
La Compagnia Teatrale Oltreunpo' ha sentito l'urgenza di intraprendere un'indagine artistica sui fenomeni umani che reclamano nuove parole, nuovi simboli, nuove voci. Il lavoro è segnato da un tentativo di immediatezza, dallo sforzo di portare in scena frammenti di una storia che è ancora cronaca, eventi appena accaduti, a cui è necessario dare una forma, anche se ancora intuitiva, anche se provvisoria. L'importante è farlo adesso, non lasciare che gli eventi sfumino in un magma indistinto e distorto, l'importante è non lasciare che questa cronaca umana scompaia prima di portarci la sua testimonianza. Per quanto ardua possa essere.

La domanda è aperta come una possibilità: quale rapporto è pensabile, oggi, tra arte e verità, come può  riuscire l' arte a raccontare ciò che sta accadendo? Nel trascinare questa domanda in un terreno teatrale, in un atto performativo, si cercherà di fare posto anche all'elemento impossibile da riprodurre: la verità.
La Condizione Umana 1 è il primo capitolo di una risposta precaria, in divenire. L'allestimento coinvolge tutti gli attori della compagnia, compreso Marco Oliva, che ne curerà anche la regia. Attori/performers che recitano fingendo una verità, che creano una realtà che non esiste e agiscono una verità che sta accadendo, nel tentativo ostinato di ridipingere il nostro essere umani.

Prossime date: dal 18 al 21 gennaio 2018 al Teatro Delfino a Milano. Maggiori informazioni...

Oltrepossiamo 2 - Una comunità che partecipa

Regia: Marco Oliva
Con: Martino Iacchetti, Marco Oliva, Yenia Santo e Bruna Serina de Almeida

oltrepossiamo 2

"Oltrepossiamo 2 - Una comunità che partecipa" rappresenta la seconda tappa di un lavoro iniziato più di un anno fa in difesa dell'Oltrepò pavese e dal titolo "Oltrepossiamo - Tragicomica oltrepadana". Oltrepossiamo è uno spettacolo teatrale che ha portato nei teatri e nelle sale comunali (dall' Oltrepo' pavese alla provincia di Alessandria, da Bergamo a Milano) migliaia di persone. La questione centrale qui è la difesa di un territorio dalla minaccia dell'Inceneritore di pneumatici di Retorbido.

In questo nuovo lavoro, che ancora vuole continuare questa marcia per difendere i nostri diritti di cittadini e di abitanti di un luogo che abbiamo scelto, lo sguardo si apre a tutto il territorio e a tutte le questioni ambientali che coinvolgono la provincia di Pavia. Studiando e comprendendo i rischi delle biomasse, dello spargimento dei fanghi in agricoltura, delle discariche di amianto, degli inceneritori e altro ancora, abbiamo anche incontrato la bellezza di un fenomeno tutto umano, ovvero la continua nascita e il continuo rafforzarsi di associazioni e comitati di protesta.
Il nostro spettacolo parte proprio da questa domanda: per quale ragione continuano a nascere comitati in difesa dell'ambiente e della salute pubblica? E questa domanda inevitabilmente se ne porta con sé un'altra, che la precede: perché così tante opere ingiuste e dannose, per la salute dell'uomo e dell'ambiente, vengono continuamente realizzate?
Lo spettacolo fa emergere con chiarezza come vi sia una totale assenza di un'idea di sviluppo capace di contemplare nuove possibilità che non abbiano un impatto negativo sull’ambiente, sulla salute e che non danneggino l'uomo e la sua economia agricola.
A quella politica spregiudicata che supporta scelte industriali dannose, si contrappongono i comitati e le associazioni che trasformano la bruttura imposta nella bellezza di un incontro umano, nel ritrovarsi insieme, ognuno con il proprio sapere e con le proprie competenze, a servizio di una causa comune, e ognuno pronto ad imparare nuove abilità.

oltrepossiamo 2

Questo spettacolo vuole essere un viaggio nelle case, nei salotti della persone che diventano luoghi di associazione. E' un viaggio in quel territorio che una politica e un'industria senza scrupoli stanno devastando, trasformandolo in una sorta di grande discarica di inquinanti.
Le questioni ambientali sono tante e diverse ma lo spirito che accomuna i comitati è lo stesso: difendere il proprio territorio, proteggere la salute dei propri figli e salvaguardare l'economia e le proprie tradizioni.
Questo spettacolo vuole avvicinare le persone al lavoro dei comitati e delle associazioni, ricordando loro non solo l'importanza e la necessità, ma anche la bellezza di partecipare in prima persona. Sapere è un diritto ma informarsi ed informare è un dovere. Eppure non basta, è necessario agire. Ancora una volta abbiamo scelto di parlare alle persone con il teatro, per la forza e l'efficacia che ha di arrivare dritto ai cuori. Il teatro fa uscire di casa e apre le porte ad un confronto diretto, concreto. Ed è con questo mezzo che riusciamo a dire alla gente che è vero, a volte ci si muove solo quando un'aggressione è già in atto, ma tutto il percorso che insieme si fa per gestire una battaglia alza il livello di coscienza di una comunità e la rende più determinata, più forte. E' ad ogni cittadino che ci rivolgiamo, perché nessuno può considerarsi esonerato dal partecipare.

 

Oltrepossiamo - Tragicomica Oltrepadana

Regia: Marco Oliva
Con: Marco Oliva, Yenia Santo, Elena Martelli, Michela Marongiu, Martino Iacchetti e Gaia Barbieri

oltrepossiamo

Lo spettacolo teatrale "OLTREPOSSIAMO - TRAGICOMICA OLTREPADANA” nasce con l'intento di sostenere la lotta contro la realizzazione di un inceneritore a Retorbido, nell'Oltrepò Pavese. Con questo lavoro vogliamo dire No ad una bruttura, alla violazione di un territorio, all'inosservanza dei diritti di chi quel luogo lo abita, lo vive. Abbiamo scelto di dire No con il nostro mezzo, con il nostro linguaggio, il teatro appunto, che sempre sa essere efficace ed immediato. Abbiamo lavorato con la voglia e la necessità di cercare un canale esplicito, diretto, che ci desse la possibilità di dialogare senza tramiti con le persone e anche con la politica. Abbiamo indossato i nostri panni di cittadini. Abbiamo anche messo quelle lenti sfuocate di chi non sa guardare oltre i propri interessi e per questo non può e non sa rappresentarci. Abbiamo cercato al di fuori delle alternative possibili e ci siamo interrogati sull'importanza della partecipazione.
Lo spettacolo si apre ricalcando lo stile "spumeggiante" del varietà televisivo. Una carrellata di momenti si susseguono con un ritmo vivace e dinamico: un presidente della regione vestito da mago, un ospite che non ha il coraggio di entrare in sala perché teme la risaputa ferocia degli oltrepadani, un amministratore delegato di una piccola impresa dai tratti alquanto bizzarri ed eccentrici, una nanoparticella in stile "flash dance". Come ogni varietà che si rispetti non mancano giochi a premi, sponsor e musica dal vivo. L'apparente forma del varietà permane per tutto lo spettacolo ma le risate, che già dall'inizio sono amare, lasciano sempre più il posto a delle riflessioni e a delle domande alle quali si cerca di dare delle risposte concrete. Quanto possono essere dannose le conseguenze di un'opera che andrà a distruggere un territorio, il suo paesaggio e la sua agricoltura? Cosa succede alle persone quando non si riconoscono più nel luogo che hanno scelto? Cosa vuol dire che "la storia siamo noi"? Se apriamo lo sguardo oltre i nostri confini quali alternative possibili possiamo cogliere?

oltrepossiamo manifestazione

"Oltrepossiamo-tragicomica oltrepadana" è quindi un imprevedibile “varietà” che fa ridere, cantare, riflettere, arrabbiare, e che soprattutto interroga il nostro ruolo di cittadini e la nostra idea di “partecipare". In Italia sono tante le zone da difendere. Questo spettacolo vuole essere un accorato invito alle persone, e soprattutto alle giovani generazioni, a resistere, ad incontrarsi, conoscersi e riconoscersi, per pensare al nostro territorio e per scoprire che la nostra vera difesa contro la minaccia di ogni illecito politico è la partecipazione.  
Quando la sola condivisione non basta diventa necessario partecipare attivamente, per una legittima difesa del suolo, dell'aria, dell'acqua e dei diritti del cittadino.

 

Mastro Riciclo

Tipologia: Teatro per Bambini
Di e con: Elena Martelli e Michela Marongiu

mastro riciclo

Quando cala la notte in un piccolo paese di collina, un artigiano molto strano si aggira tra i bidoni dei rifiuti di tutte le case. Potrebbe essere un senza tetto in cerca di qualcosa da mangiare? Se fosse così, chiunque in paese non esiterebbe ad offrirgli una ricca cena. Ma lui si affanna a ravanare in ogni bidone per accaparrarsi solo oggetti inutili che andrebbero buttati. Gli abitanti in subbuglio non sanno più cosa pensare, credono che sia solo un pazzo, uno di cui diffidare, tutti tranne Ludovica. Una bimba che non vede l’ora di svelare qualche mistero e che da grande farà l’investigatrice. Sarà lei a scoprire che quest’artigiano, dal buffo nome Mastro Riciclo, di giorno vive chiuso nel suo piccolo laboratorio, mentre di notte, aggirandosi per le strade del paesino, rovista tra i rifiuti, portando con sé lattine, bottiglie di vetro, di plastica e altri rifiuti di diverso tipo.
Con l’aiuto del Mastro, Ludovica scoprirà un'arte di cui non conosceva neanche l'esistenza: l’arte del riciclo creativo!
Imparerà come creare un binocolo da dei rotoli di carta igienica finiti, un porta gioielli da una semplice confezione di uova e addirittura dei mobili nuovi fai da te.
Ma conoscerà anche la storia del Mastro, costretto a scappare dalla sua terra natia. Una terra vittima del progresso più spietato, nella quale venivano costruite fabbriche a non finire e persino un inceneritore. Una terra dove tutta l’agricoltura è stata distrutta dall’inquinamento e che il Mastro ha visto pian piano morire.
Ludovica, dopo aver visto le magie create dal Mastro, ha solo un piano nella testa: far conoscere a tutti gli abitanti del suo paese il lavoro del Mastro e convincerli che, riciclando, il paese sarà più pulito e sempre più bello.
Riuscirà Ludovica a piantare un piccolo seme nel cuore di tutti?
Lo spettacolo si pone l'obiettivo di portare i bambini a riflettere sulle conseguenze che l'inquinamento e i rifiuti hanno sull'ambiente che li circonda, ma  soprattutto vuole mostrare loro un'alternativa possibile e concreta nel riciclo creativo.

 

Medioevo VIP

Tipologia: Spettacolo per piazze, luoghi storici ed eventi
Con: Bruna Serina de Almeida, Elena Martelli, Michela Marongiu e Martino Iacchetti

medioevo vip

Inoltrandoci nella storia di questo territorio per mettere in scena le vicende di note famiglie che un tempo dominavano l’Oltrepò, come i Malaspina, i Visconti, gli Sforza, o di personaggi come Federico Barbarossa, ci è sembrato che, più che uno spettacolo, avremmo dovuto girare una soap-opera. Storie che non finiscono mai, con gialli, segreti, vendette, amicizie e con colpi di scena da copertina.
Naturalmente qui si è trattato di vere vendette di morte, di conquiste feudali, lotte di potere; qui gli autori sono stati il tempo e la natura dominatrice e ambiziosa dell’uomo; qui parliamo di un periodo storico nel quale sono nati i comuni fondati su una nuova economia di commercio e nel quale poesia e musica hanno iniziato ad accaparrarsi un piccolo spazio. È la storia medioevale di Varzi, della Val Staffora e di altri luoghi dell’Oltrepò. Una storia più densa e sorprendente di qualsiasi telenovela. Ma in fondo, da dove prendono ispirazione gli sceneggiatori, se non dalla vita reale? Le dinamiche tra uomini sono eterne e non finiremo mai di assistervi, che sia in televisione, in teatro o dal buco della serratura.
Trattate con ironia, queste pagine del nostro passato, verranno rappresentate dalla Compagnia Teatrale Oltreunpo’ con uno spettacolo divertente e al tempo stesso necessario. Perché molti non conoscono noti episodi della storia oltrepadana, o non ricordano quanto affascinante sia l’origine dei nostri luoghi e della nostra tradizione.

 

La Sagra di Brugaglia

Tipologia: Spettacolo per piazze ed eventi
Regia: Marco Oliva
Con: Marco Oliva, Marco Matera, Michela Marongiu e Manola Vignato

Brugaglia

Il tema della festa di paese è qui trattato con affetto e ironia, nella rappresentazione, in scena, di uno scalcagnato gruppo della Pro Loco di un immaginario paesino dell’Oltrepo (Brugaglia), alle prese con l’organizzazione della locale festa annuale, ormai in totale declino per la scarsa partecipazione di pubblico nelle edizioni precedenti. Lo spettacolo ci narra vari momenti, dalla riunione dei pochi membri rimasti a sostenere attivamente la Pro Loco, sino all’esplodere della festa vera e propria, in un ritmo rocambolesco, non alieno né da momenti trash stile “Rocky horror picture show”, né da immagini poeticissime e felliniane che vedranno sempre coinvolti gli stessi personaggi, travestiti anche da artisti della serata.
Ben sappiamo che, in una realtà minuta e frammentaria come quella oltrepadana, la festa di paese diviene uno dei pochi momenti di incontro e di confronto trasversale tra le diverse fasce d’età e i differenti ceti sociali, così come la stessa Pro Loco può diventare per molti l’unica realtà conviviale, in cui riversare tutte le proprie aspettative e aspirazioni. Così, nonostante l’esilarante recalcitranza collaborativa dei nostri personaggi, scopriremo pian piano come ognuno di loro, in realtà, ami profondamente la Pro Loco e le sue bellicose riunioni, perché in questo contesto ha la possibilità di esprimere se stesso, nonché l’amore/insofferenza per la propria terra.
Un tema che riguarda tutti noi, in una zona priva di altre importanti iniziative di aggregazione.
La sagra è qui specchio dei sogni personali dei Nostri (ognuno vuol fare la festa a modo suo, secondo i propri gusti); ma “Sagra”, come già “Oltre e un po’”, si pone come obiettivo ultimo quello di vivere e valorizzare il territorio e le persone che lo abitano. Si parla spesso di questa nostra terra come bisognosa di un  rilancio non soltanto economico, ma ci si dimentica che, storicamente, ogni fenomeno sociale è mosso dalla popolazione e dai suoi bisogni e che l’intera comunità deve parteciparvi direttamente.

Un tema che riguarda tutti noi, in una zona priva di altre importanti iniziative di aggregazione.
La sagra è qui specchio dei sogni personali dei Nostri (ognuno vuol fare la festa a modo suo, secondo i propri gusti); ma “Sagra”, come già “Oltre e un po’”, si pone come obiettivo ultimo quello di vivere e valorizzare il territorio e le persone che lo abitano. Si parla spesso di questa nostra terra come bisognosa di un  rilancio non soltanto economico, ma ci si dimentica che, storicamente, ogni fenomeno sociale è mosso dalla popolazione e dai suoi bisogni e che l’intera comunità deve parteciparvi direttamente.